GIUDICI DI PACE E MAGISTRATI ONORARI DI TRIBUNALE UNITI IN ASTENSIONE

FEROCIA PUNITIVA CONTRO MAGISTRATI EFFICIENTI

GIUDICI DI PACE E MAGISTRATI ONORARI DI TRIBUNALE UNITI IN ASTENSIONE

UNITI TUTTI I GIUDICI DI PACE ED ONORARI IN ASTENSIONE

CONTRO UN “PORCELLUM” CHE DISTREGGE LA GIUSTIZA

 

FEROCIA PUNITIVA CONTRO MAGISTRATI DI PACE ED ONORARI DI TRIBUNALE

 

La distruzione del sistema giustizia ed il licenziamento dei 5.000 magistrati di pace, giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari, che da oltre venti anni amministrano il 65% della giustizia del paese è ciò che, con assoluta certezza, produrrebbe l’approvazione della bozza di decreto legislativo del 5 maggio.

Contro un provvedimento di rara ferocia punitiva di una magistratura efficiente si è conclusa la settimana di astensione dei giudici onorari di tribunale e dei viceprocuratori onorari che si è unita a quella della magistratura di pace, durata un mese, fatto quest’ultimo inedito nella storia della Repubblica.

Oltre il 95% le adesioni, mentre alcuni giudici hanno posto a repentaglio la propria incolumità attraverso l’attuazione dello sciopero della fame.

Oltre 600.000 processi non si sono celebrati.

L’esito della fortissima protesta è la prova di ciò che accadrebbe con l’attuazione della bozza di decreto legislativo approvato il 5 maggio scorso (definito “porcellum” giudiziario per la palese incostituzionalità, mista ad un patente cupio dissolvi): il blocco totale della giustizia. Moltissimi altri operatori del diritto concordano.

La bozza di decreto legislativo è semplicemente irricevibile per i magistrati di pace ed onorari.

In passato il ministro Orlando sosteneva che le riforme in materia di giustizia non si potessero fare contro i magistrati. Invece, oggi esprime un’inaudita ferocia punitiva per i giudici di pace ed onorari, degna certamente di miglior causa, in quanto il “porcellum” sostanzialmente licenzia magistrati assunti per concorso, che operano ininterrottamente da oltre 20 anni, durante i quali hanno superato ben tre severissime verifiche quadriennali del CSM. Quindi si tratta di figure di notevole professionalità maturata sul campo.

I magistrati di pace ed onorari hanno dato ottima prova nell’amministrazione della giustizia ed il Parlamento con la Legge delega 57/16 ha deciso affidare loro la quasi totalità della giurisdizione. Invero, i giudici di pace, forse unici in Europa, definiscono in media ciascun giudizio in meno di un anno (dati min. Giustizia) e concludono ben oltre un milione di procedimenti ogni anno. In qualsiasi altro Paese il merito sarebbe stato premiato, in Italia si licenzia.

E’ irrazionale che a fronte di tale robusto aumento delle competenze del giudice di pace si preveda il sostanziale azzeramento delle retribuzioni (€ 600 circa nette), incidendo pesantemente sull’autonomia ed indipendenza del giudice e sul diritto dei cittadini ad un giustizia efficiente.

Le proteste risultano ancora più fondate, in quanto i licenziamenti vengono posti in essere in contemporanea all’approvazione della riforma della PA cd “Madia”, che prevede l’assunzione di 80.000 precari che da tre anni, anche non continuativi, sono a servizio della P.A. Come detto, i giudici di pace esercitano le funzioni da oltre 20 anni, dopo aver vinto un concorso e superato tre successive procedure paraconcorsuali di conferma.

Ancora in Italia c’è qualcuno più uguale degli altri, per citare Orwell.  

Inoltre non comprendiamo perché un governo di sinistra dell’Unione europea non riconosca ai magistrati tutele previdenziali, come imposto da una pronuncia, ormai già vecchia di un anno, del Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso il Consiglio d’Europa.