ANM RIBADISCE LA PROPRIA POSIZIONE

ANM RIBADISCE LA PROPRIA POSIZIONE

Continua incessante l'attività dell'ANGdP, in concerto con le altre associazioni rappresentative della magistratura onoraria e di pace, nel trovare una soluzione condivisa all'annosa problematica della magistratura onoraria e di pace. 

L'ANGdP ha condiviso, unitamente alla Federmot, all'Unagipa ed ai rappresentanti dell'ANM presenti al tavolo tecnico, una proposta che stabilisce il principio della continuità nelle funzioni fino a settanta anni per coloro che sono attualmente in servizio, un congruo aspetto economico in relazione alla indennità annuale e previdenziale, un'incompatibilità familiare parametrata a quella della magistratura profesionale ed il ripristino della gradazione delle sanzioni disciplinari, oltre ad altri aspetti che limitino creative interpretazioni, come è avvenuto fino ad oggi.

Propio ieri l'ANM ha ribadito la sua posizione a favore della magistratura onoraria invitando il governo a reperire le risorse necessarie "...in considerazione dei complessivi benefici organizzativi, finanziari e macroeconomici che potrebbero essere conseguiti grazie ad un più consistente utilizzo dei giudici e dei pubblici ministeri onorari". Questo utilizzo accompagnato dalle necessarie tutele economiche, continua la nota dell'ANM, consentirebbe "...un incremento della produttività giudiziaria negli uffici di primo grado, con evidente benefici per i cittadini".

Questa convergenza è un grosso successo di quelle associazioni che, in considerazione del particolare momento storico, sono riuscite ad assumersi la responsabilità del confronto e del dialogo con tutte le parti coinvolte. 

In considerazione di questo ampio fronte convergente della magistratutra professionale, onoraria e di pace, ci auguriamo che il governo nella sua interezza ed in particolare il Ministro Alfonso Bonafede prendano atto della necessità di apportare quella "...completa modifica..." della riforma Orlando, così come previsto al punto n. 12 del contratto di governo, evitando di rendersi inadempienti contrattualmente e politicamente, perdendo quella credibilità che oggi appare ancora intatta.  

Roberta Tesei -Presidente A.N.G.d.P.-