LETTERA APERTA AL MINISTRO ALFONSO BONAFEDE

LETTERA APERTA AL MINISTRO ALFONSO BONAFEDE

 

                                                               AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

                                                               On. ALFONSO BONAFEDE

                                                               Via Arenula,

                                                               ROMA

 

Onorevole Ministro,

                                       è in corso il tavolo tecnico per la riforma della magistratura, istituito con Suo decreto del 24 settembre scorso, con finalità che si pongono in coerenza con il punto n. 12 del Contratto di Governo, ove si prevede una “completa modifica” dell’inquadramento relativo alla predetta categoria.

È stato motivo di apprezzamento l’inserimento – nel preambolo del predetto decreto – del riferimento al principio del diritto dell’Unione Europea secondo il quale “i magistrati onorari sono lavoratori a tempo determinato e non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato ai sensi della Direttiva 1999/70/CE”. 

Nondimeno, dopo tre riunioni del suddetto organo consultivo, nel corso delle quali si era addivenuti alla predisposizione di una ipotesi di modifica legislativa concertata con l’Associazione Nazionale Magistrati, si è dovuto assistere alla enunciazione, ad opera dei tecnici ministeriali, di un’ipotesi che non tiene in alcun conto tale condiviso schema legislativo.

È stata poi comunicata – in continuità con una prassi comune anche ai precedenti Governi – l’assenza di stanziamenti aggiuntivi, trovando così sostanziale conferma la fallimentare impostazione della riforma “Orlando”.

Lo scorso 15 dicembre, con un proprio comunicato, il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM ha sollecitato il Governo a reperire i fondi necessari al fine di risolvere l’annosa problematica della magistratura onoraria, nel cui efficiente utilizzo, accompagnato dalle imprescindibili tutele economiche, si ravvisa una insostituibile leva strategica per produrre benefici che si risolverebbero a favore del sistema giustizia, aumentandone l’efficienza, e, di riflesso, dell’intera economia nazionale.

La magistratura onoraria e di pace (GDP, GOT e VPO) accudiscono d’altronde il 60% della giurisdizione penale e il 70% della giurisdizione civile di primo grado.

I leader della coalizione di Governo, in più occasioni, si sono dichiarati garanti dell’adempimento dei contenuti del Contratto di Governo; obiettivo che può essere centrato, per quanto riguarda i magistrati onorari, riversando nel capitolo n. 1362 del bilancio del Ministero giustizia, una contenuta percentuale degli stanziamenti destinati a tale dicastero, così allineando le condizioni lavorative attuali, non degne di uno Stato civile, con i vincoli discendenti dal diritto dell’unione europea. 

Siamo consapevoli delle contingenti difficoltà economiche e politiche, ma siamo altrettanto convinti di sottoporre al Suo vaglio un indifferibile obiettivo di potenziamento della risposta giudiziaria, che si pone in coerenza con quelle ulteriori iniziative del Governo che hanno determinato, per converso, un maggiore carico giudiziario, a seguito, ad esempio, delle modifiche riguardanti la normativa anticorruzione o quella sulla prescrizione. 

Senza entrare nel merito di scelte politiche che non ci competono, sembra a dir poco sproporzionato il rapporto tra gli stanziamenti destinati a chi emette sentenze e quelle destinate ad altri servizi meno strategici, ove si pensi che solo nel finanziamento dei gratuiti patrocini si investono annualmente circa 900 milioni.

È poi notizia di questi giorni l’intenzione di aprire oltre mille “sportelli di prossimità” con notevole impiego di risorse, forse utilizzabili per potenziare gli uffici dei giudici onorari di pace, che già costituiscono un punto di riferimento della cittadinanza e un presidio di primo ascolto delle istanze dei cittadini. 

Chiediamo quindi il Suo autorevole intervento politico e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie a segnare una effettiva discontinuità con scelte passate del tutto disfunzionali per la giurisdizione e per il Paese. 

Voglia gradire, Signor Ministro, i più distinti saluti 

Roma, 19 dicembre 2018

 

Roberta Tesei             Presidente ANGDP

Raimondo Orrù           Presidente FEDERMOT

Mariaflora Di Giovanni Presidente UNAGIPA