COMUNICATO CONGIUNTO SUI LAVORI DELL'ASSEMBLEA UNITARIA

COMUNICATO CONGIUNTO SUI LAVORI DELL'ASSEMBLEA UNITARIA

 

Ieri si è svolta la riunione organizzata da Angdp, Unagipa e Federmot, in cui ci si è confrontati, più riservatamente di quanto consentano le comunicazioni sui social network, in ordine a quanto è stato fatto nel recente passato e sulle prospettive future, anche con riferimento al tavolo tecnico ministeriale.

Si è fatto il punto su ciò che sta avvenendo all’interno del ministero, ove le frequenti interlocuzioni tra le strutture interessate dovrebbero condurre alla specificazione di nuove proposte governative, di cui attendiamo di conoscere e discutere i contenuti specifici, nell’ambito del tavolo tecnico e di quello politico, dei quali è prevista la prossima riconvocazione a metà febbraio.

Dopo gli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria, le varie fasi dell’iter seguite dai lavori del tavolo tecnico sono state ripercorse da alcuni dei relativi componenti, così da fugare le illazioni spesso imprecise sui contenuti di tale attività collegiale.

E’ stato illustrato come, dalle singole e diverse proposte iniziali, sia emerso, successivamente, un testo normativo che tiene conto delle opzioni rappresentate da ANM, così prevenendosi a individuare i contenuti di una riforma condivisa dalla magistratura di ruolo, che integra le storiche richieste di permanenza in servizio fino all’età pensionabile, di riconoscimento di emolumenti decorosi e di un accesso dei Gop facoltativo, ossia solo su base volontaria, nell’ufficio del processo.

Ci si è infine confrontati sullo stato di agitazione proclamato da 2 sigle campane, osservando come, nella situazione attuale, appaia illogico, a tavolo tecnico e politico aperti, con le conseguenti trattative in corso, procedere a preventive proteste che non solo potrebbero pregiudicare ogni positiva prospettiva di riforma, ma addirittura demotivare e far desistere dai propositi a favore della categoria quelle componenti politiche che hanno comunque inserito la nostra riforma nel Contratto di Governo, col rischio conseguente di far entrare a regime i decreti Orlando nella loro attuale formulazione.

Si è ribadita invece la necessità di proseguire a lavorare, incalzando i nostri interlocutori, affinchè scoprano fino in fondo le carte, ferma restando la possibilità –nel caso non ci siano sostanziali ed effettive novità- che tutte le associazioni percorrano la via di una rinnovata battaglia sindacale, senza sconti, attraverso quelle astensioni e manifestazioni che, condotte unitariamente e congiuntamente al lavoro di divulgazione mediatica delle nostre istanze, ci hanno consentito di essere presenti nell’agenda di governo e in una trattativa orientata a disegnare un regime transitorio completamente diverso da quello dello schema Orlando, non senza l’autorevole appoggio dell’Anm, che ha totalmente modificato la sua storica posizione sulla magistratura onoraria.

Mariaflora Di Giovanni

Roberta Tesei

Raimondo Orrù