SOLIDARIETA'

SOLIDARIETA'

L’ANGdP, Associazione Nazionale Giudici di Pace, esprime profonda solidarietà e vicinanza alla collega Annamaria Reale, magistrato in servizio presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli, affetta da grave disabilità, e che per tale ragione era giornalmente accompagnata ed assistita durante le ore di lavoro dall’anziana madre 90enne, anche e soprattutto per le necessità quotidiane. A causa di un vergognoso e cinico, quanto vigliacco, esposto anonimo, dove ingiustamente veniva accusata di utilizzare la genitrice per le incombenze di cancelleria, le è stato impedito per il futuro  di avvalersi dell’assistenza (gratuita e totalmente disinteressata) di uno stretto e fidato familiare, mentre si apprende che altro soggetto, parimenti estraneo all’ufficio, è stato autorizzato ad accedere ai locali di Piazza Foria per accompagnare il giudice la mattina, e riprenderla alla fine della giornata lavorativa, senza però poter  rimanere all’interno, così impossibilitata ad assolvere serenamente alle proprie funzioni, alla minima mobilità all’interno dei locali di udienza, e finanche ad espletare le proprie necessità fisiologiche.

ANGdP auspica un ripensamento da parte del preposto coordinatore, affinché, prendendo atto dell’estrema particolarità e straordinarietà del caso specifico, revochi un provvedimento che di fatto colpisce la dott.ssa Reale nella propria dignità di magistrato, di lavoratore, di donna, e così consentendole, nell’interesse primario dell’attività resa all’utenza e più in generale del servizio Giustizia, di poter svolgere il proprio lavoro con le consuete ed apprezzate professionalità, puntualità, precisione e correttezza.

Precisa infine che, contrariamente a quanto riportato dalle agenzie di stampa, la dott.ssa Reale non “andrà in pensione” (diritto che ancor oggi viene negato dalla Repubblica Italiana a tutti i giudici di pace, in palese violazione delle chiare norme sul lavoro emanate a livello sovranazionale dall’UE e dal Consiglio d’Europa), bensì cesserà dall’incarico per raggiunti limiti di età.