NASCE LA CONSULTA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA

NASCE LA CONSULTA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA

E’ nata la CONSULTA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA, di cui l’A.N.G.d.P. fa parte unitamente ad altre associazioni rappresentative di giudici di pace, giudici onorari di pace ed vice procuratori onorari; tutte le associazioni sono presenti nei ventisei Consigli Giudiziari presso le Corti d’Appello, a dimostrazione della loro effettiva rappresentatività della categoria.

Il senso di responsabilità delle associazioni  ha determinato la nascita della Consulta al fine di dare un’unica voce all’intera categoria dei magistrati onorari perseguendo interessi comuni e non di singole figure. Con la nascita della Consulta finalmente si sono superate quelle ormai anacronistiche divisioni che hanno rallentato il cammino finalizzato al raggiungimento degli obiettivi primari.

Già prima della nascita della Consulta le associazioni hanno incontrato più volte i componenti del Comitato ristretto della Commissione Giustizia avanzando numerose proposte: da una decorosa e congrua indennità annuale al riconoscimento previdenziale; da un aumento dell’età di cessazione delle funzioni al ripristino della gradazione delle sanzioni disciplinari, passando per il riconoscimento dell’autonomia dell’ufficio del giudice di pace; nelle proposte non sono state tralasciate ipotesi di rideterminazione della dotazione organica della magistratura onoraria in servizio, facoltà di partecipazione all’ufficio del processo, oltre ad altre proposte ordinamentali delle singole categorie appartenenti alla magistratura onoraria.

Nei prossimi giorni la Consulta incontrerà nuovamente i componenti del Comitato ristretto della Commissione Giustizia del Senato per confrontarsi sulle risultanze adottate affinchè si possa finalmente voltare pagina e dare quella dignità lavorativa, professionale e personale all’intera categoria, da anni negate.

Solo con migliori condizioni lavorative ed economiche della magistratura onoraria si potrà rendere più efficiente il sistema giustizia anche alla luce del diktat della Commissione europea per l’accesso dell’Italia al recovery fund.

 Gabriele Di Girolamo  –Portavoce dell’A.N.G.d.P.-