LA CONSULTA-MO SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

LA CONSULTA-MO SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Signor Presidente,

la Consulta-MO (Consulta della Magistratura Onoraria), formata dalle Associazioni rappresentative dell’intera categoria, da anni mantenuta in uno stato di precariato sottopagato e priva di diritti lavoristici, chiede che Ella acconsenta a ricevere una sua delegazione.

Stiamo attendendo da troppo tempo un riassetto della normativa che disciplini la categoria secondo i principi di diritto nazionale e sovranazionale e la affranchi dallo stato attuale, riconoscendole la dignità connessa alle funzioni esercitate, nel rispetto anche dell’utenza che fruisce dei servizi resi.

Il disegno legislativo presentato dall’attuale Guardasigilli, depositato in Commissione Giustizia del Senato il 29/07/2019, rimane ancorato a un’impostazione anacronistica che non solo prevede un riconoscimento economico del tutto incompatibile con i principi di autonomia e indipendenza della figura magistratuale, anche onoraria, ma non recepisce alcun principio di diritto comunitario, in spregio peraltro a quelli fondanti la nostra Carta Costituzionale.

Si è cercato, con una interlocuzione costante, di far comprendere l’impossibilità di proseguire nello status quo, gravati da oneri e senza alcun riconoscimento per l’imprescindibile apporto fornito quotidianamente.

Non si può tacere, poi, che le modalità di remunerazione attuali, fondate sul cottimo, hanno colpito ferocemente l’intera categoria nei mesi appena trascorsi, riducendo drasticamente i già poco decorosi emolumenti.

Tra i maggiori critici della riforma voluta dal Ministro Orlando, ormai prossima e di cui il summenzionato disegno di legge mantiene l’impostazione, ci furono oltre cento Procuratori della Repubblica, le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Camera e Senato, il Consiglio di Stato e il Consiglio Superiore della Magistratura.

Ad essi, ora, si sono uniti molti Presidenti di Tribunale, i cui timori per il collasso della Giustizia risultano ulteriormente confermati dalla paralisi del Sistema in cui sono incorsi gli Uffici giudiziari a causa dell’emergenza sanitaria, con devastanti effetti in termini di carico di lavoro ed arretrato da smaltire, già ampiamente visibili.

Signor Presidente, auspichiamo che nell’ultima parte del Suo mandato voglia ricevere anche una delegazione di magistrati onorari, i quali Le hanno chiesto a più riprese udienza, purtroppo senza alcun riscontro, se non vedere la rituale espressione, in risposta, “impossibilità per i numerosi impegni istituzionali”.

La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, nella causa C-658/18, ha affermato graniticamente che anche i magistrati onorari italiani sono magistrati europei secondo la normativa di riferimento, sono lavoratori e, come tali, titolari di diritti, i medesimi negati per anni dalla politica nazionale.

La condizione in cui versano 5000 magistrati onorari, servi di Stato senza diritti, è stata denunciata alle Autorità sovranazionali che hanno, altresì, concluso negativamente per l’Italia la procedura EU Pilot e si accingono ad aprire un’ennesima procedura di infrazione ai danni dello Stato, in uno dei momenti più delicati che la storia recente di questo Paese ricordi.

Abbiamo ascoltato con favore le Sue recenti esortazioni a una oculata indicazione delle priorità della Nazione, in vista di un periodo che dovrà mirare a rafforzare i pilastri della nostra democrazia, tra i quali non temiamo di indicare il servizio Giustizia. Continuare a colpire, peraltro con prospettive ancor più avvilenti, chi da lustri contribuisce fattivamente all’amministrazione della macchina giudiziaria, è contrario ai Suoi condivisi auspici, nonché alle richieste avanzate dall’Europa al nostro Paese anche ai fini dell’accesso alle risorse economiche del Recovery Fund.

Noi Le chiediamo udienza, sicuri di trovare nella S.V. Ill.ma un’Istituzione terza che, pur nei limiti della condizione costituzionale possa, anche ai sensi dell’art. 87 comma 2° della Legge fondamentale dello Stato, considerare la nostra situazione e sostenere, nel rispetto dei principi costituzionali e comunitari, una soluzione alle gravi problematiche della Magistratura Onoraria, le cui ricadute sull’intero Sistema rischiano di divenire devastanti per la sua tenuta.

Confidiamo nell’accoglimento della presente richiesta e, nel restare a completa disposizione, Le porgiamo deferente ossequio.

 

I presidenti delle Associazioni

A.I.M.O., A.G.O.T., A.N.M.O., A.N.G.D.P., CONF.GDP, 

FEDER.MOT., MOV. 6 LUGLIO, U.N.A.G.I.P.A., U.N.I.M.O